One of the family

Dal primo schizzo al primo modello

1945 - 1967

Primo disegno

GIA' LA SUA NASCITA FU IN QUALCHE MODO FANTASTICA

Tra il 1945 e il 1946, Ivan Hirst, direttore dello stabilimento di Wolfsburg ordinò la costruzione di un veicolo formato da un telaio e da una cabina guida, per risolvere il problema dei trasporti interni di materiali pesanti da un reparto all'altro. E così fu creato il cosiddetto “veicolo a pianale", l'antenato dell'attuale Transporter.
Successivamente, a decidere la sua storia fu il caso. Quando Ben Pon, l’importatore olandese, durante una sua visita alla Volkswagen di Wolfsburg nella primavera del 1947 vide questo bizzarro mezzo di trasporto, lo trovò molto interessante. Poco tempo dopo, il 23 aprile, incontrò Hirst nel suo ufficio a Minden e abbozzò sul suo block notes lo schizzo di un prototipo che ancora non esisteva, con il motore posteriore e la carrozzeria furgonata: era nato un veicolo di grande successo, il Transporter Volkswagen. Questo schizzo sì è conservato fino ad oggi. E questa è la storia, che spesso viene raccontata, e che sembra quasi una favola. Il progetto fu dapprima respinto, ma poi il nuovo Presidente dello stabilimento della Volkswagen, Heinrich Nordhoff, riuscì a promuoverlo e quindi a farlo approvare in poco tempo: l'11 Novembre 1948 cominciarono i lavori. Nella primavera dell’anno successivo consegnò nella galleria del vento della vicina Scuola Superiore di Braunschweig i primi modelli di prova.

 

LA PRESENTAZIONE ENTUSIASMA LA STAMPA

E si arrivò al 12 novembre 1949: il Volkswagen “Bulli”, come sarà affettuosamente chiamato dai suoi fans, entra ufficialmente nel mondo delle quattro ruote.
Ciò che con estrema semplicità fu portato davanti alle macchine fotografiche, era già il capostipite di quella che sarebbe poi diventata la grande famiglia di autoveicoli, e che si sarebbe col tempo diversificata in un numero sempre maggiore di versioni fantasiose. Anche gli autori delle prime istruzioni per l’uso e manutenzione furono presi dall’euforia per "l’ ultimo nato”.

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IL FURGONE DISTANZIA LA CONCORRENZA

L’8 marzo 1950, ancora prima che i nuovi furgoni fossero messi in produzione, l’Ingegnere Alfred Haesner presentò la straordinaria versatilità del nuovo prodotto: questo modello di furgone poteva essere utilizzato per ogni tipo di attività.
Haesner aveva ragione. E non avrebbe mai potuto immaginarsi fino a che punto: pochissimo tempo dopo la sua presentazione, il nuovo furgone catalizzò l’interesse di diversi carrozzieri, che avevano subito intuito le grandi possibilità di trasformazione e di allestimento di questo veicolo.

 

IL FURGONE DIVENTA UN VEICOLO MULTIFUNZIONALE

E’ difficile calcolare tutto quello che è stato caricato e trasportato con il “Bulli” della prima generazione. Tutto era stato caricato e trasportato attraverso la Germania del dopoguerra e l’indistruttibile ed economico veicolo da lavoro fu presentato, nel 1951, in occasione del Salone dell’Automobile di Berlino, con un letto nel vano di carico. Con questa aggiunta, l’auto di Wolfsburg, permetteva di godersi il viaggio molto di più rispetto a un qualunque altro mezzo di trasporto della concorrenza.
Già nel 1951 Westfalia presentava una soluzione da campeggio e presto anche i francesi, inglesi, olandesi, belgi e addirittura americani si misero al volante del pulmino Volkswagen, un veicolo che, nel ’52 nella versione “Samba”, si trasformò in una vera e propria auto da sogno: concepito per il trasporto persone, bicolore, con tetto apribile in tela, ricco di cromature con ben 23 finestrini.

 

BEN PRESTO UN FENOMENO DIFFUSO IN TUTTE LE STRADE

Nel 1954, quando si festeggiò il centomillesimo veicolo uscito dalla fabbrica, il “Bulli”, con tutte le sue versioni, aveva già conquistato i favori del pubblico. Considerata la continua e crescente richiesta del Transporter si decise nel 1956 di costruire una fabbrica, ad Hannover, completamente dedicata alla produzione di questo veicolo.

 

AMATO IN TUTTO IL MONDO

Già nel 1950, quindi appena dopo l’inizio della produzione, una piccola spedizione organizzata dal Presidente del Belgio partì con un Maggiolino e un Transporter per un viaggio in Africa. E da lì partì per tutto il mondo. Ben presto si perse il conto del numero delle spedizioni e dei viaggi. Addirittura la Volkswagen, azienda tradizionalmente conservatrice, pubblicò una brochure contenente consigli per la sicurezza di viaggio in condizioni difficili.
Sino ad allora furono prodotte ben 1.800.000 unità di Transporter della prima generazione.

 

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